Hanna ha 15 anni ed è cresciuta in una famiglia ebrea della media borghesia ungherese. Quando la città in cui vive viene rastrellata dai soldati nazisti, dovrà conoscere insieme ai suoi cari l'orrore del campo di concentramento. Sua madre impazzirà dopo essere stata separata dal marito e Hanna resterà sola con la sorella Erika ad affrontare un luogo agghiacciante e brutale come Auschwitz.
Un giorno le viene offerta la possibilità di suonare il pianoforte per il comandante del lager, scelta sofferta ma necessaria per la sopravvivenza. Una volta entrata nella villa dei nazisti conoscerà Karl, figlio del comandante Reichard Jager, ragazzo misterioso, fuori contesto, contrario agli ideali del padre. Fin dai primi attimi nascerà una forte sintonia tra i due ragazzi ma la loro relazione dovrà scontarsi con la realtà storica che li circonda.
Il dramma musicale si sviluppa in due atti. Attinge a documenti storici che sostanziano i dialoghi di una costante presa emotiva sostenuta da un'intensa colonna sonora. Tra gli obiettivi dello spettacolo ci sono sia la sensibilizzazione sulle vicende storiche dell'Olocausto e della Seconda Guerra Mondiale sia la riflessione, sempre attuale, sull'integrazione possibile fra mondi apparentemente divisi da un muro invalicabile.