Inghilterra, fine del XII secolo. Con il re lontano dal regno, il potere resta nelle mani di chi lo amministra: tasse che diventano soprusi, processi che diventano condanne decise in anticipo. Chi non può pagare perde la terra, e chi protesta perde molto di più.
Da questa parte del mondo passa Robin, che sceglie di uscire dalla legge per non uscire dalla giustizia. Nella foresta di Sherwood raccoglie attorno a sé chi non ha più nulla da perdere e trasforma un gruppo di fuorilegge in una comunità: quello che sottrae ai potenti torna a chi è stato spogliato.
Ma la partita non si gioca solo con le frecce. Contro di lui c'è un potere che conosce bene le regole e sa piegarle; accanto a lui, gli affetti che quella scelta mette continuamente a rischio. È qui che lo spettacolo pone la sua domanda: fino a che punto è lecito infrangere la legge in nome di ciò che è giusto — e chi decide dove passa il confine.